Museo

Nella cascina è allestito un piccolo museo che raccoglie le testimonianze della vita in campagna nel secolo scorso, oggetti legati soprattutto al lavoro nei campi, in cucina, in cantina, ma anche al tempo trascorso nei pomeriggi di festa sulle piazze e nei cortili dove ci si trovava per giocare a bocce, o nelle lunghe serate invernali trascorse nella stalla.
Il museo è stato creato per salvaguardare e tramandare alle nuove generazioni una cultura ed un modo di vivere ormai scomparso.
La storia della civiltà e delle tradizioni contadine la si può leggere negli oggetti esposti.
Sono raccolti utensili, strumenti, attrezzi, macchinari, documenti ed oggetti che dimostrano la lotta per la sopravvivenza di una gente attaccata alla terra, a contatto con una natura che cedeva a fatica ciò che l’uomo le chiedeva per vivere.

La donna
C’è un proverbio, inventato forse da un uomo, che ogni donna di campagna si è sentita ripeter fin da bambina “Ël’ caod del linceul a fa nèn beuij ël pareu!”
La donna, in campagna, era accanto all’uomo per il lavoro nei campi, ma allo stesso tempo doveva occuparsi della casa: cucinare, preparare il pane e le conserve, tessere, filare, ricamare, rammendare, accudire i bambini e gli anziani,ma anche mungere, allevare i bachi da seta e il pollame, preparare la “lisciva”...

L'infanzia, i masnà
Bell’osel ca j’è ‘n tal mar
Quantò tempò che può star
Téra dura, tera mòla
Questò dentrò, questò fòra


Le famiglie erano spesso numerose ,di conseguenza i bambini dovevano diventare grandi in fretta, i maggiori, oltre ad aiutare in campagna, davano una mano ad accudire i più piccoli, il tempo per i giochi non era molto, ma bastava poco ... un ramo di nocciolo e una cordicella diventavano un arco, un coppo avanzato dal tetto: una culla, un rametto biforcuto e un elastico: una fionda.